Il cervello svolge un ruolo fondamentale nel trasformare le informazioni visive raccolte dall’occhio in un’immagine che possiamo comprendere. Questo rapporto tra tessuto cerebrale e tessuto oculare è un’area di grande interesse per oculisti e neurologi.
In che modo le malattie neurologiche sono collegate all’occhio?
Le ricerche mostrano che le malattie e le condizioni che colpiscono il cervello possono influenzare anche gli occhi, perché il nervo ottico e la retina sono in realtà tessuto cerebrale che si estende al di fuori della scatola cranica. Il morbo di Alzheimer e la demenza, che sono causati da danni alle cellule cerebrali, sembrano entrambi avere effetti sulla retina.
Non disponiamo ancora di esami oculari che possano aiutarci a diagnosticare o comprendere la demenza, ma la ricerca in corso mostra un potenziale molto promettente. Gli studi evidenziano chiaramente una relazione tra il tessuto cerebrale e il tessuto oculare e indicano possibili direzioni per le ricerche future.
Possiamo “vedere” il morbo di Alzheimer attraverso l’occhio?
Il morbo di Alzheimer è causato da un accumulo anomalo di proteine nel cervello che uccide le cellule e danneggia le connessioni tra i neuroni. I sintomi più comuni includono perdita di memoria, difficoltà di pensiero, disorientamento e altri tipi di declino cognitivo. I sintomi possono includere anche problemi visivi, in particolare difficoltà nei rapporti spaziali e nella percezione della profondità. Alcuni pazienti sviluppano difficoltà nella lettura, nel seguire oggetti in movimento o presentano problemi di contrasto.
Esistono diversi tipi di demenza, anche se il morbo di Alzheimer è il più comune. Rappresenta il 60–80% di tutti i casi di demenza. Alcune persone, in età avanzata, sviluppano un lieve decadimento cognitivo (MCI), che può peggiorare o meno nel tempo. Può essere uno stadio iniziale del morbo di Alzheimer.
Al momento, il morbo di Alzheimer viene diagnosticato dopo una serie di valutazioni ed esami che servono a escludere altre cause. Questi possono comprendere test cognitivi per memoria e pensiero, colloqui con i familiari, esami fisici e tecniche di imaging cerebrale. Tuttavia, nessuno di questi esami permette di diagnosticare con certezza il morbo di Alzheimer. Attualmente, il morbo di Alzheimer può essere confermato solo dopo la morte, esaminando il tessuto cerebrale.
La difficoltà nel diagnosticare il morbo di Alzheimer e le altre demenze sta incentivando la ricerca sul collegamento occhio-cervello. E se un esame dettagliato della retina potesse contribuire a individuare precocemente le malattie cerebrali? È già noto che gli esami oculari possono aiutare a diagnosticare problemi di salute sistemici come malattie cardiovascolari, fattori di rischio per ictus, diabete, ipertensione, malattie autoimmuni, malattie sessualmente trasmesse e alcuni tumori.
Nuove ricerche indicano direzioni promettenti
Una serie di studi recenti mostra modifiche della retina nelle persone con morbo di Alzheimer o altre forme di demenza. Si tratta per lo più di studi di piccole dimensioni, ma che stanno ponendo le basi per ulteriori ricerche. La maggior parte di questi studi ha rilevato alterazioni nei singoli strati della retina o nel flusso sanguigno all’interno dell’occhio.
Molte di queste modifiche retiniche vengono individuate mediante un esame rapido e comune chiamato optical coherence tomography (OCT). Molti oculisti dispongono in ambulatorio delle attrezzature di base per eseguire questo test, poiché viene utilizzato per valutare diverse altre malattie oculari. Tuttavia, la tecnologia completa per eseguire questo tipo di esami non è ancora disponibile.
Un altro studio recente, che utilizza una nuova tecnica di imaging chiamata fluorescence lifetime imaging ophthalmoscopy (FLIO), ha misurato nella retina una proteina chiamata beta-amiloide. Si tratta di una delle proteine che si accumulano nel cervello delle persone con morbo di Alzheimer. Gli studi indicano inoltre alterazioni del tessuto oculare nelle persone con altre malattie cerebrali, come la malattia di Creutzfeldt-Jacob (mucca pazza) e la malattia di Parkinson.
Per i pazienti, continuare la normale cura oculistica
Sebbene gli studi siano incoraggianti, al momento non ci sono abbastanza informazioni sul collegamento occhio-cervello per modificare qualcosa nella pratica clinica per i pazienti. Se sei preoccupato per una perdita di memoria o per la demenza, parla con il tuo medico di famiglia o consulta un neurologo. Se hai dubbi riguardo alla vista o agli occhi, rivolgiti a un oculista.